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LidanoLucidi


Diario


17 novembre 2009

Perdi e vinci

 

Prodi vinse nel 2006 perché Berlusconi non mantenne molte sue promesse, in primo luogo la riduzione della pressione fiscale. Berlusconi vinse nel 2008 perché Prodi non fu in grado di governare. Il filo che lega i due governi, ma a ben vedere è dal 1994 che va avanti, è che l’opposizione  vince perché il Governo non governa bene. Di fatto si punta ad evidenziare gli errori altrui piuttosto che le proprie idee, nel caso italiano, visto che di idee ce ne sono poche, sarebbe meglio dire di formulare nuove idee. Arriviamo così ad un Parlamento fatto da pochissimi partiti, che tutti hanno considerato un bene, e vediamo un paese bloccato, senza spunti, dove il pettegolezzo, prima giudiziario, ora sessuale e giudiziario, dettano l’agenda politica. Arriviamo al punto in cui il più grande partito ha un maggioranza schiacciante e dice di non poter governare. A questo punto penso che abbiano qualche problema pure a governare con il 99%. Arriviamo al punto in cui il più grande partito d’opposizione, dopo aver cambiato nel corso degli anni solo il nome (gli uomini sono sempre gli stessi), ricambia linea politica rischiando di fatto di non essere credibile (gli uomini sono sempre gli stessi). Arriviamo al punto in cui un partito centrista si erge sul piedistallo a sparare a destra e a manca, ma sotto sotto cerca di fare accordi per vincere questa o quella regione. Sarebbe meglio, se si è contro il bipolarismo non accettare compromessi e andare soli. Loro possono, invece …. Arriviamo al punto che i partiti extra parlamentari, invece di tornare a fare politica, ed elaborare loro qualcosa di nuovo, si avvitano sul dibattito partito sì, partito no, staccandosi ancora di più da quei cittadini votanti che li hanno messi fuori dal Parlamento. Arriviamo al punto che il mio partito, invece di mettere il naso sulla mola (per dirla alla Franklin) si occupa solo delle polemiche con Sel, del divorzio breve, della richiesta di nuove alleanze riformiste, o richieste di riforme costituzionali. In pratica tutte cose a cui la gente non interessa niente.
Arriviamo al punto in cui un partito l’IDV, graziato da Veltroni non si sa bene per quale motivo, non fa altro che alzare il tono dello scontro come i tifosi di una curva. Linguaggio politicamente scurrile, virulento degno del primo Gasparri. Un partito inutile che sta lì grazie alla grande intuizione di Veltroni che prima vuole andare in Africa, poi vuole rinnovare la politica in Italia, fallisce, non va in Africa, fa lo scrittore, sta all’antimafia, poi ritorna. Insomma uomini per tutte le stagioni che non prendono mai coscienza dei danni che hanno fatto. Direte: ma D’Alema e Bersani stanno lì da passa vent’anni, e il povero Obama alla carbonara nun ce po’ sta? Ed è vero pure questo.
Arriviamo al punto in cui un partito del Nord sta al governo per 8 anni su 16, non risolve o attenua il problema dell’immigrazione, della criminalità della pressione fiscale e sta sempre lì all’attacco. Ma sto cazzo di paese dal 94 in poi chi l’ha governato? La prima repubblica è passata da quasi vent’anni. Dopo vent’anni dalla fine della seconda guerra mondiale l’Italia era in pieno boom economico ed era già uno dei paesi più ricchi al mondo. Altri tempi, altri politici.
Gli ultimi anni sono passati così, nella passività più totale, nelle mega promesse mai mantenute, in dibattiti ideologici senza ideologia. In politica vince chi perde, ergo a perdere sono sempre i cittadini.




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27 agosto 2009

Per Fini leader della sinistra

 

Era quasi un battuta, una sorta di tormentone senza rima quello di candidare Fini come leader della sinistra, ma dopo le ultime uscite converrebbe proprio pensarci. L’unica opposizione credibile al Governo viene proprio dal Governo stesso. Allora vista la situazione corrente converrebbe quasi entrare tutti in maggioranza e fare opposizione dall’interno.
È mai possibile che parole chiare e nette su una questione spinosa come il fine vita, “Sul biotestamento decide il Parlamento e non il Vaticano”, debbano essere pronunciate da un leader come Fini mentre gran parte della sinistra si è inginocchiata alle gerarchie ecclesiastiche in cerca di benedizione? Silente, assente, costantemente alla ricerca del voto moderato, con leader azzoppati e buoni per tutte le stagioni. E’ questo oggi quello che resta del centro sinistra. Un movimento che parla ai sindacati e non agli operai, che parla a Confindustria e non agli imprenditori. Costantemente alla ricerca di uomini e non di idee, di alchimie politiche e di slogan, con l’idea che basti cambiare nome per rinnovarsi. Imprigionato nella logica delle rette parallele, che per definizione non possono incontrarsi, dell’inseguire contemporaneamente Di Pietro, Casini e quel che resta della sinistra extraparlamentare, si è abdicato completamente ad avere un progetto di paese, di sviluppo, di veder nascere una sinistra liberale del tutto nuova. Allo stato attuale in campo ci sono solo contenitori politici, tali sono a mio avviso il Partito Democratico e Sinistra e Libertà, e non progetti. Nixon negli States lanciò la culture war (guerra culturale) che inaugurò il dominio repubblicano sui democratici per molti anni. Proprio quello che servirebbe all’opposizione italiana, un progetto culturale, un’identità, un’idea di comunità. Di questo passo basterà poco a Fini per diventare leader della sinistra, si cosparga il capo di cenere e dica una parola chiara a favore della scuola pubblica e contro i finanziamenti statali a quella privata e probabilmente avrà il mio voto.
Dai Gianfranco sei tutti noi.
 




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26 maggio 2009

Berlusconi raccogli le firme

Tutti, maggioranza, opposizione, cittadini sono d'accordo a ridurre i costi della politica e il numero dei parlamentari. Alla prova dei fatti però non succede mai nulla.
Berlusconi propone un disegno di legge di iniziativa popolare per dare più forza al dimezzamento del parlamento. Bene noi ci siamo.
Raccogliamo le firme affinchè si raccolgano le firme per dimezzare il numero dei parlamentari. Poi vogliamo vedere chi si tira indietro ad elezioni finite.

http://www.firmiamo.it/parlamentodimezzato


Petizione per il lancio di una legge d’iniziativa popolare per il dimezzamento del numero dei parlamentari.

Non c’è parlamentare che non dica che i costi della politica sono troppo alti, che il Parlamento deve essere snellito. Al di là delle buone intenzioni però, il nulla. Noi siamo per sostenere la raccolta firme per la presentazione di un progetto di legge d’iniziativa popolare per la riduzione del numero di parlamentari. Il Presidente del Consiglio ha spesso affermato di pensare ad un’iniziativa popolare in tal senso, l’opposizione freme in Parlamento per dimezzare il numero di deputati e senatori. Per evitare di rimanere senza nulla in mano, riteniamo che ci voglia una spinta dal basso. Sappiamo che sarà comunque il Parlamento a dover decidere sulla riduzione dei suoi membri, che questa iniziativa, così come quella proposta dal Presidente del Consiglio, è inutile, ma lo facciamo ugualmente perché non ne possiamo più di essere presi in giro dal mondo parlamentare, che dice sempre di voler ridurre i costi della politica, ma nei fatti non succede nulla. Lo avete detto, lo avete promesso, ora fatelo, dimezzatevi subito. Basta chiacchiere, basta proclami vogliamo i fatti. Noi vogliamo un Parlamento più autorevole, un Parlamento più snello, meno costoso, più efficiente e limpido. Visto che ci siamo, e visto anche che tutti i partiti di maggioranza e opposizione sono d’accordo, potreste anche dimezzarvi lo stipendio? Lo dite in continuo, vi fate belli in ogni campagna elettorale, è arrivato il momento di farlo.




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14 aprile 2009

Donne, No Bestie

In Afghanistan, paese in cui l’Italia è presente con un contingente militare, è stata approvata una legge che grida vendetta. Una serie di norme degne del peggior stato teocratico, razzista che la storia abbia mai visto. Nel paese dei talebani è stata approvata una norma che rende obbligatorio per le mogli avere rapporti sessuali con il marito, di fatto si è legalizzato lo stupro. La donna diventa per legge un oggetto, un qualcosa di cui farci i porci comodi e se non acconsente allora diventa giusta picchiarla, umiliarla dentro e fuori. A questa norma se ne aggiungono altre come quella di vietare alle mogli di cercare lavoro, o ancora vietare loro di istruirsi o farsi visitare da un medico, senza il permesso del marito.

L’indignazione è tanta, e non riesco ad esprimerla in modo diverso dalla volgarità, quindi evito commenti. Dico solo che è scandaloso, vergognoso, e il mondo non può permettere questo. Non c’è religione o tradizione che tenga.




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16 febbraio 2009

Crisi economica e sesso

Ho letto un articolo in cui si diceva che la crisi economica può abbattere il testosterone e per i maschietti il sesso diventa un miraggio.

In questo periodo non ce ne dice bene neanche una, non solo perdi il lavoro, se non stai attento perdi pure la moglie.

Tira proprio una brutta aria.




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12 febbraio 2009

Bonus e comunicazione

C’è da ammetterlo, a livello di comunicazione il Governo è imbattibile. Sta passando l’idea che è possibile avere la detrazione fiscale del 20% sull’acquisto di elettrodomestici con lo scopo di rilanciare l’economia. Mettiamo i proverbiali puntini sulle i.
Il bonus è riservato solo a chi beneficia delle detrazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio in base alla legge 449 del 31/12/97, con l’ulteriore paletto che i lavori siano iniziati dal 1° luglio 2008 in poi. Non avete casa? Avete casa ma non avete fatto lavori di ristrutturazione? State in affitto? Se la risposta è sì non avete diritto a nulla. Quanti italiani potranno godere di questo incentivo? Pochi, molto pochi, però sentite come suona bene: Il Governo vara incentivi per l’acquisto di elettrodomestici e computer. Poi scavi e ti rendi conto che non sei tra i fortunati, domandi in giro e ti rendi conto che non sei il solo.

L’idea poi che si possa rilanciare l’economia attraverso questo strumento è concepibile solo nella testa di Tremonti. Mi spiego: io ricevo un bonus se acquisto un elettrodomestico. A guadagnarci di sicuro è il commerciante italiano, ma non è detto che a guadagnarci sia il produttore italiano. Infatti molto frequentemente gli elettrodomestici sono costruiti all’estero da ditte estere. Pensate ai computer portatili e alle Tv. Se dico computer pensate che il costruttore sia italiano o straniero? Se la risposta è quella che immagino con i nostri soldi a guadagnarci sarà qualche azienda coreana, giapponese o cinese. Con questa manovra non si ha nessuna garanzia che a guadagnarci siano l’aziende italiane che producono in Italia. A queste anzi si da poco o nulla, basti pensare che per ammissione dello stesso Governo la pressione fiscale nel 2009 salirà al 43,3%, un livello record.

PS: molti diranno meglio questo che niente, ed hanno ragione, però si può fare molto, ma mooooooooooooooolto di più.




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8 febbraio 2009

Ecco le conseguenze del voto utile

 Ecco le conseguenze del voto utile

L’Italia dei Valori Di Pietro voterà con il Pdl sul caso Englaro

L’Udc voterà con il Pdl sul caso Englaro

Il Movimento per l’Autonomie (MPA) voterà con il Pdl sul caso Englaro

La Lega voterà con il Pdl sul caso Englaro

Il Pd lascerà libertà di coscienza, ma già più di qualcuno ha detto che voterà con il Pdl sul caso Englaro




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7 febbraio 2009

Il mio testamento biologico

Se dovessi ridurmi come un vegetale, se dovesse la mia vita essere legata ad un sondino, se così malauguratamente fosse uccidetemi. Non abbiate scrupoli, non abbiate pietà, fatelo. Credo che la vita sia mia, che l’unico padrone delle mie decisioni sia io non altri. Voglio essere libero di decidere anche quando morire. Se qualche organo ancora funziona datelo a chi ne ha bisogno, a chi ha ancora speranza di vivere, non lasciatemelo dentro ad invecchiare con me.

Se dovesse essere tutto ciò fatelo in silenzio, e soprattutto voi che ritenete che la mia vita non appartiene a me ma al Signore, lasciate che sia il Signore a decidere se ho fatto peccato.

Credo che in Italia non avremo mai una legge sul testamento biologico, così pubblicamente esprimo la mia volontà. Queste poche righe rappresentano il mio testamento biologico, e lo faccio pubblicamente, così che tutti sapranno quali sono i miei desideri in vita.

Lidano Lucidi

Sezze 7 febbraio 2009




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30 gennaio 2009

Donna, omosessuale e Premier

 

Dei gusti sessuali delle persone non mi importa un fico secco, del paese di provenienza men che meno. Fatta questa dovuta premessa, dall’estero ci viene impartita una lezione sociale e politica, l’ennesima direi. Dopo l’elezione di Obama, il Presidente abbronzato, a meno di sorprese dell’ultima ora, Johanna Sigurdardottir, sarà la prima donna capo di Governo in Islanda e anche la prima donna premier dichiaratamente omosessuale al mondo. Johanna è stata scelta dal Partito Socialdemocratico come candidata premier.

Una donna per meriti politici, indipendentemente da come la pensa al letto, diventa premier. Ora pensiamo all’Italia. Pensiamo se una donna, per giunta omosessuale, decidesse di fare politica. C’è bisogno di commentare?




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27 gennaio 2009

Ennesima furbata delle banche

I tassi d’interesse stanno scendendo, quindi, in linea teorica, chi ha contratto un prestito o si accinge a farlo ha/avrà un risparmio. Si stimolano gli investimenti, e in un momento di magra economica, questa è una manna dal cielo. Per una famiglia il mutuo costa di meno, per l’imprese fare nuovi investimenti costa di meno.

Ora però succede un fatto alquanto inquietante, e cioè si assiste all’aumento dello spread (il guadagno della banca) che le banche applicano ai propri clienti. Questo che vuol dire? Semplicemente che l’interesse che i debitori pagano alla banca aumentano. Vediamo di capirci meglio, il tasso che io pago sul mutuo è dato dall’Euribor (uguale per tutti) e il guadagno che della banca (spread), quindi gli interessi che io pago sono uguali all’Euribor + lo spread (i=Euribor + spread)
Succede che Euribor diminuisce, e lo spread aumenta anestetizzando il calo degli interessi.

Riporto testualmente:Osservando le condizioni praticate dalle principali banche italiane rilevate dal broker Mutuionline si può avere un’idea più precisa del rincaro di queste ultime settimane: chi sceglie un finanziamento da 100mila euro a tasso variabile oggi paga in media alla banca (inserire link alla tabella) uno spread dell’1,34% contro lo 0,98% di fine agosto, cioè il 36% in più; per chi preferisce il tasso fisso il ricarico è passato dallo 0,97% all’1,37% (+41%) e ha in parte riassorbito il drastico calo dei tassi Irs. ( da http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/01/mutui-aumento-spead.shtml?uuid=d7e58b5c-eba3-11dd-804c-e23a7a132034&DocRulesView=Libero)

Semplicemente scandaloso. E poi parlano di mettere su famiglia, di fare un mutuo, di aprire un’attività, quando si permette agli istituti di credito, dopo averli rimpinzati di miliardi di euro, di fare questo giochetto meschino ai nostri danni.




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